Corriere della Sera

Risate dell’intelligenza e scongiuri della prudenza

Controvideo

di Alberto Bevilacqua

Pensione, per meriti particolari, alle pensioni! Per esempio, ai titolari di quelle pensioncine romane che ospitarono migliaia di immigrati, dalle varie regioni, in cerca di gloria nel mondo dello spettacolo. Anche in noi hanno lasciato segno le stanze allestite alla meglio, divise da tramezzi che permettevano di udire l'uno la vita dell'altro, il telefono in comune e sul quale, al primo squillo ci si avventava tutti.
Senza queste pensioncine, con la titolare quasi sempre bizzarra, credo che lo spettacolo italiano sarebbe rimasto col serbatoio vuoto. La nostra premessa è il tema della prima parte del film in due tempi che Pierfrancesco Pingitore ha scritto e diretto per la serie (Raitre, lunedì) “Che fai… ridi?”, dedicata ai comici della nuova generazione.
Nel caso specifico, l'attore prescelto è Leo Gullotta, che non è soltanto comico, e lo si è visto nelle caratterizzazioni encomiabili che il nostro Omino (il nome di un suo personaggio) ha dispensato in pellicole di successo, avendo registi di tutto rispetto, da Loy a Manfredi.
Malinconia e verve grottesca, estri surreali e ghigno carnale, hanno attraversato le immagini all’insegna “Sogni di gloria in camera ammobiliata”. Il secondo tempo della storia, Pingitore l'ha dedicato all'impiego di Gullotta al Bagaglino, storico cabaret romano, fondato e animato da Pingitore stesso.
Sebbene più sgangherata della precedente, e con qualche lungaggine di troppo (l'insistenza su Pamela Prati, campionessa olimpionica di curve preponderanti, e su Bombolo, gnomo istintivo che del Bagarino è un’istituzione, con inserti appesantiti da volgarità) la parte conclusiva della biografia di Gullotta ci è parsa più “verace”, più adeguata sia al comico prescelto sia a Pingitore, il quale, quando si lascia andare, da vita a fosche atmosfere romanesche, in cui si

avverte un accento delle bolge del Belii: le carnalità femminili fondendosi alle improvvisazioni dei guitti, col risultato di un piccolo inferno gremito dei rossi e dei neri, colori cari ad un pittore che resta fra i maggiori interpreti di Roma: Scipione. Cadute di tono e superficialità a parte, resta che Leo Gullotta è bravo, il cinema e il teatro possono contarci.

Sempre lunedì (Raiuno), “Speciale Ottavo Giorno”, Madre Teresa di Calcutta, un programma prodotto e diretto da Ann e Jannette Petrie.
Ho letto che questi due autori hanno conosciuto Madre Teresa, nobilissima anima vagante e operante fra gli orrori dell'India, perché un loro fratello è missionario, appunto, nelle plaghe indiane. Buono a sapersi, lo, devo dire, non ho fratelli missionari in quei luoghi devastati dalla miseria e dall'odio settario, ma, grazie al cielo, Madre Teresa l'ho conosciuta ugualmente.
Bene: mi è risultata assai meno retorica di come ci è apparsa nella trasmissione che, come è stato annunciato, va in onda contemporaneamente in trentacinque Paesi del mondo.
A che prò? Si tratta di un santino della pia donna, non certo di uno scavo nella sua personalità. Immagini risapute e luoghi comuni; la parola “amore” usata a man bassa, saccheggiata, ma senza che acquisti vero corpo, soprattutto eucaristico, nel racconto.
Di nuovo lunedì, Canale 5, per gli Speciali di questa emittente: «Italia misteriosa», bella serie a cura di G. Medail. E' andata in onda l'inchiesta "Il cerchio magico", di Gabriella Simoni che, da qualche tempo in qua, con molto coraggio, attraversa la foresta delle forze nere e occulte.Stavolta non ha esitato a toccare, nei vaghi contorni della stregoneria, fattura e malocchio, Abbiamo seguito il programma facendo maldestri equilibrismi e costringendoci in

precarie posizioni su una gamba sola come i trampolieri, in ginocchio su una sedia, in piedi sulla medesima e toccando una lampadina pendente dal soffitto. Insomma ci siamo a tutte le regole ginnico-scaramantiche che ci sono state insegnate dagli esperti del settore, al fine di scongiurare gli influssi negativi.
Alla fine, eravamo stremati e sudati come dopo una lunga maratona. Ma guarda te cosa tocca al povero commentatore televisivo! Nulla abbiamo trascurato, nemmeno il gesto fatidico della superstizione italica: il più ingenuo e fanciullesco. Resto convinto che gli esseri più nefasti siano le carogne invidiose e che il più efficace modo di esorcizzarli consiste nel farli morire di rabbia, lavorando con tenacia crescente. Ma i miei amuleti me li tengo.
Ne ho di ogni terra, epoca e razza. A volte, persino in certe cerimonie pubbliche, mi rompono la tasca e cascano spargendosi rumorosamente. Sono momenti di imbarazzo inarrivabile. Però io vado dritto per la mia strada. Te lo do io il cerchio magico !

Martedì. Italia 1: "Mike Hammer". Forse la vedono in pochi, ma questa storia del poliziotto interpretata benissimo da Stacy Keach, resta una delle cose migliori che circolano oggi In tv. Sempre Martedì, Retequattro, il film di Comencini "Cercasi Gesù". Era interpretato da Beppe Grillo. Pippo Baudo pare si aggiri cercando affannosamente, ma il Beppe svicola dalle due vie di Damasco. Scherzi a parte, cerchiamo davvero di trovarlo, Gesù, in questo fine anno che si avvia al Natale, avvelenato da piccoli scandali.

Alberto Bevilacqua